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La magia dei monti pallidi

Dolomiti UNESCO

“Ai monti incantati ti porterò, alle rocce pallide, risplendenti nella luce rosa, che si ergono sulla terra, intoccabili come l’onore." (estratto da ‘Le saghe delle Dolomiti’, di Karl Felix Wolff)

I “monti pallidi” sono ricchi di antiche saghe e leggende. E solo chi ha visto le Dolomiti con i propri occhi, chi ne ha toccato la roccia con le mani, sa perché. La leggenda del re dei nani Laurino e il suo giardino di rose pietrificate, il Catinaccio, storia della principessa dei Fanes Dolasilla o i racconti delle streghe dello Sciliar sono tentativi poetici per catturare la bellezza inusitata di queste pareti e torri bizzarre, dei poderosi massi e delle guglie aguzze.

Dolomiten, Dolomiti, Dolomites. Tedesco, italiano, ladino. Il nome di queste rinomate montagne cambia appena, a seconda di quale, tra i tre, sia il gruppo linguistico dell'Alto Adige che racconta di loro. Ma le immagini del Catinaccio, dello Sciliar, delle vette delle Odle e delle Tre Cime rimangono impresse nelle menti e nei cuori di tutti nello stesso modo: come uno spettacolo della natura dalla personalità unica ed estremamente carismatica.

La catena montuosa delle Dolomiti termina a nord con la Val Pusteria e a sud invece con la Valsugana italiana. Ad ovest la Val d'Adige e la Valle Isarco separano i monti pallidi dalle Alpi della Val di Non e dalle Alpi Sarentine. Il singolare paesaggio delle Dolomiti caratterizza impressionanti parchi naturali, che presentano e tutelano una ricca varietà di flora e fauna.

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