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Il rito della fumigazione e le dodici notti sante



Avvento in malga nell’Area Vacanze Val Casies-Monguelfo-Tesido

 

Il periodo natalizio in Alto Adige è scandito da antiche usanze. Tra le più importanti vi è la tradizione della fumigazione, ancora oggi molto sentita in Val Pusteria. Nelle case, incenso e mirra vengono posti in una padella assieme a della brace calda e portati in preghiera di stanza in stanza. Dice il saggio che il fumo purifica gli ambienti e depura l'atmosfera per l'anno a venire e che un cappello tenuto sospeso tra le bianche volute libera il suo possessore da ogni mal di testa.

Per tramandare le vecchie credenze, a Tesido – paesino di tremila anime – e nella vicina Val Casies si celebra il cosiddetto Avvento in malga. Nel corso di un'escursione di baita in baita si canta, si medita e, appunto, "si fumiga". Infine, le contadine del posto e il rinomato chef altoatesino Herbert Hintner portano in tavola manicaretti tipici della regione.

Che la fumigazione abbia effetti positivi sull'uomo, i nostri avi lo avevano intuito in base all'esperienza. Oggi, la scienza ce ne spiega le ragioni e la dinamica. Quando erbe e resine vengono esposte al calore, le molecole olfattive racchiuse nei tessuti vegetali si sprigionano nell'aria, penetrano nel corpo attraverso le mucose e stimolano le aree del cervello che influenzano le emozioni, l'umore e il benessere. I petali di rosa, la lavanda e l'erba moscatella, ad esempio, favoriscono l'armonia e l'allegria. Il ginepro, la lavanda, resina abete, timo e artemisia hanno un effetto purificatore.

Strettamente legate alla tradizione della fumigazione sono le "notti sante", non a caso chiamate a volte "notti del fumo". Magiche e misteriose, le dodici notti comprese tra il 24 dicembre e il 5 gennaio hanno un lato oscuro che incute timore: al calar delle tenebre le porte tra cielo e terra si aprono e le anime sono libere di vagare tra i due mondi. Questo periodo a cavallo dei due anni risulta dalla differenza tra il calendario lunare della cultura celtica, che contava 354 giorni, e l'attuale calendario solare, con i suoi 365 giorni. È un tempo di passaggio in cui l'uomo ha la possibilità di lasciarsi alle spalle il passato e dare uno sguardo al futuro, purché osservi gli usi e i costumi delle notti sante.

 

Informazioni sul programma

Suoni e profumi: Avvento in malga nell’Area Vacanze Val Casies-Monguelfo-Tesido

• L'inaugurazione dell'Avvento in malga della Val Pusteria avrà luogo sabato 9 dicembre 2017 presso la malga Taistner Alm.

• Appuntamenti successivi

Mercoledì 13 e mercoledì 20 dicembre 2017 presso la baita Messner Hütte a Val Casies: escursione alla baita, racconti di Natale, musica tradizionale e menù tipico del periodo dell'Avvento

Venerdì 15 e venerdì 22 dicembre 2017 presso la malga Taistner Alm: escursione alla malga, sosta di meditazione nella cappella di Sant'Uberto, informazioni sul rituale della fumigazione, musica tradizionale e menù tipico del periodo dell'Avvento

 

"Rauhnächte": l'enigma di un nome avvolto nel mistero

In tedesco le notti sante sono dette "Rauhnächte", un nome le cui origini si perdono tra le pieghe del tempo. "Nacht" significa "notte", ma a cosa si deve la prima parte della parola? Forse al rito della fumigazione: in tedesco, infatti, "fumo" si dice "Rauch". O forse al termine "rûch", che in alto tedesco medio voleva dire "selvaggio": qui e là, le notti sante sono popolate da esseri (selvaggi) coperti di pelli e a caccia di spiriti. O ancora, potrebbe essere un derivato di "raunen", traducibile come "sussurrare" e da intendersi come "predire": chi durante le notti sante tiene occhi, orecchie e cuore aperti, può intravedere ciò che ha in serbo l'anno nuovo.

 

SUGGERIMENTO: fumigazione fai da te

Chi desidera praticare l'usanza della fumigazione nell'intimità della propria casa può seguire l'antica tradizione e celebrare il rituale la sera della vigilia di Natale, la notte di San Silvestro e il giorno dell'Epifania. Si possono usare varie erbe e resine, previamente sminuzzate e mescolate, o anche rametti di ginepro o pezzetti di pigna. Alla purificazione degli ambienti domestici si presta particolarmente bene una mistura di salvia, lavanda, artemisia, ginepro, resina e punte di rami di abete rosso. Le proporzioni possono essere stabilite a piacere, l'importante è che tutti gli ingredienti, resine comprese, siano stati raccolti in estate ed essiccati con cura.

 

Ecco come fare.

• Prendere un qualsiasi recipiente di materiale resistente al calore. Sistemarvi all'interno un letto di sabbia e collocarvi sopra un carboncino per fumigazione. Accendere il carboncino all'aperto e attendere che il primo fumo si dissolva. Lasciare bruciare il carboncino fino a vederlo completamente avvolto da un sottile strato di cenere. Rientrare in casa e sistemare sul carboncino la materia prima. Affinché questa rilasci gli oli eterici senza ardere, fare attenzione a che la temperatura del carboncino non sia troppo alta. Dopo pochi secondi, togliere le erbe e/o resine dal carboncino con un utensile metallico (ad es. un cucchiaio) e riporvi sopra un nuovo quantitativo di materia da bruciare. Agitare leggermente il recipiente e passare per le varie stanze.

• È possibile utilizzare anche un fornello a candela. Sebbene esso sia concepito principalmente per tenere in caldo una teiera o caffetteria, questo utensile si presta bene anche alla fumigazione. È sufficiente sistemare sulla base, al di sopra della candela, un colino di metallo. Si riempie il colino con la materia prima da bruciare e si accende la candela. Erbe e resine possono essere lasciate nel colino il tempo che si vuole giacché non arrivano a carbonizzarsi. La ridotta formazione di fumo aumenta la percezione delle sensazioni aromatiche.

• Per fumigazioni all'aperto si possono impiegare quegli stessi intrecci d'erbe che un tempo venivano usati per purificare la stalla e il maso. Lunghi circa 20 cm, si compongono di erbe essiccate e tenute insieme con un filo. Oppure, si può ricorrere a steli di rose essiccati con foglie e fiori. L'estremità tenuta in mano può essere rivestita con un pezzo di carta a mo' di protezione, mentre l'estremità opposta va accesa per la fumigazione. Dopo l'uso, spegnere e conservare in vista del prossimo utilizzo.

© Harald Wisthaler
© Harald Wisthaler
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