Un'enorme valigia in legno chiaro cattura immediatamente lo sguardo. Le sue linee appaiono essenziali, aperte e familiari, mentre la luce filtra tra le sottili lamelle di legno e le ombre si muovono sul terreno e sulle pareti. Richiama l'idea della partenza, ma il suo interno vuoto ne trasforma il significato.
Maurizio Perron, scultore piemontese più volte premiato, si dedica all'arte della scultura fin dall'infanzia. Le sue monumentali opere in legno, pietra, ghiaccio e neve, esposte in tutto il mondo, esplorano costantemente il rapporto tra l'uomo e la natura. Con „The Empty Suitcase” („La valigia vuota”) esprime il senso di un'epoca in cui molte certezze sono diventate fragili. Nata sullo sfondo di guerre e tensioni geopolitiche che hanno profondamente modificato l’idea stessa del viaggio, l’opera crea un luogo nel quale è possibile entrare: un rifugio che supera barriere culturali e pregiudizi. La valigia diventa così simbolo di speranza e del desiderio di un futuro in cui i confini possano tornare a essere ponti di pace e di autentico incontro.